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Noi stessi siamo la nostra più assidua compagnia. In linea teorica dovremmo conoscerci bene e stare a nostro agio con noi stessi, perché siamo sempre con “noi stessi”, tuttavia nella pratica questo non accade con matematica certezza … spesso perdiamo il contatto con il nostro io interiore e ci allontaniamo dalla nostra vera essenza, ci critichiamo, ci sentiamo infelici ed insoddisfatti di noi, dei nostri risultati.
Socrate diceva: “Quella che sul piano soggettivo è la felicità, sul piano oggettivo coincide con la realizzazione della propria essenza.”
Caro lettore, ti invito a rifletterci per un attimo: “La realizzazione della propria essenza” … qual è per te, la realizzazione della tua essenza? E sottolineo la TUA, perche siamo troppo abituati a vivere la vita come ci hanno insegnato, come ci hanno indirizzato o guidato, come ci hanno detto che era meglio, e man mano, dall’infanzia fino all’età adulta ci siamo adattati agli altri e ci siamo a poco a poco separati dalla nostra essenza. Naturalmente questo è un discorso generale, ci sono eccezioni, tuttavia in maggior o minor misura ognuno di noi subisce influenze esterne che tendono ad allontanarci da quello che siamo in origine, da come siamo realmente dentro.
Non è difficile parlare con un professionista, imprenditore o artigiano che ha intrapreso la sua carriera per una sorta di inerzia, ad esempio, perché suo padre faceva quel mestiere; tal volta l’influenza esterna (dei genitori principalmente, ma non solo) è più sottile e si intraprende una strada semplicemente perché ce la indicano come migliore o più sicura e noi la seguiamo per non entrare in conflitto o perchè cerchiamo di fare un piacere, di far sentire orgogliosi nostro padre o nostra madre, in definitiva, la motivazione che ci spinge in tali scelte è, in modo più o meno consapevole, la ricerca di apprezzamento e di riconoscimento da parte di qualcun altro all’infuori di noi.
Sarà pure vero che far piacere a nostro padre/madre/figlio o moglie ci porta un piacere personale talvolta, ma è indiretto e di conseguenza incompleto. Soltanto facendo quello che a noi piace fare, troviamo vera soddisfazione e conseguentemente vera e potente MOTIVAZIONE.
Una delle basi della motivazione personale è propria questa: l’inseguimento di quanto desideriamo fare ed ottenere, risultati che ci portano soddisfazioni vere, che ci fanno sentire realizzati. Chi segue la sua Visione e /o Mission (e ne è consapevole) è sicuramente più motivato e facilmente otterrà migliori risultati di colui il quale segue la Visione e/o Mission di un altro, non credete?
Dunque, dato che siamo troppo abituati a vivere secondo schemi di pensiero e di comportamento, frutto di condizionamenti esterni, tal volta per tornare alla nostra vera essenza occorre un lavoro di introspezione, che se non è spontaneo e naturale può essere guidato. Conoscere certi meccanismi e certi concetti aiuta notevolmente a riconoscere i punti di forza e le aree di miglioramento di ognuno di noi. Aumentare le proprie capacità di autovalutazione fa si che le possibilità di ottenere risultati positivi e soddisfacenti si moltiplichino in modo esponenziale.
Per quanto ci riguarda, dopo anni di lavoro nel settore della consulenza e della formazione, abbiamo maturato la convinzione che se si vuole il vero successo, prima bisogna conoscere i nostri veri obiettivi. Ci sono tante strade, dalla lettura di libri, alla formazione in aula insieme ad altre persone che come noi, cercano di migliorare in un determinato ambito lavorativo o non, ma c’è uno strumento che insieme al coaching può fare la vera differenza e dare una forte spinta in avanti, noi lo chiamiamo Personal Evolution, si tratta di un percorso formativo One to One.
Cosa vuol dire? Vuol dire che insieme al coach (una persona dotata di tanta esperienza, tecnica, metodo e pazienza) a tu per tu, esclusivamente voi due, farete formazione mirata ed indirizzata a sbloccare i vostri freni e a tirare fuori le vostre migliori capacità. Si fanno due giornate full immersion, seguite da altre mezze giornate (due o tre a seconda dei casi) dove si procede con la verifica dei miglioramenti ottenuti, si rivedono gli esercizi pratici, si fanno cambiamenti di rotta se necessario e si stabiliscono le basi per procedere nel lavoro e nella vita privata, seguendo quelle che sono le VOSTRE vere esigenze, i VOSTRI veri obiettivi … in sostanza: si aiuta la persona a trovare e assecondare la sua VERA ESSENZA.
Come potrete intuire si tratta di un percorso formativo avanzato. Non è consigliabile approdare questa strada se prima non si è fatto un minimo di formazione per così dire standard o quanto meno, nel nostro caso, se non si è prima scelto di fare il test 15FQ+, che prevede una seduta di vero e proprio coaching e che nella maggior parte dei casi offre una nuova e migliore prospettiva sul lavoro (e non solo) a chi lo fa.
Chi ha fatto formazione sa che, nella maggior parte dei casi, minore è il numero dei partecipanti in sala, maggiore è la possibilità di interagire e di apprendere, perché il formatore riesce a dare attenzione a tutti e a personalizzare l’intervento in base alle esigenze della sala. Provate ad immaginare l’efficacia di una formazione fatta a tu per tu con il formatore … le possibilità di produrre valore e generare vantaggi tangibili sono elevate alla massima potenza!
Provare per credere, vivere e sperimentare per capire … Personal Evolution non è formazione: è un’esperienza assieme ad una sfida interiore.
Se volete ricevere ulteriori informazioni sul percorso formativo One to One Personal Evolution, non esitate contattarci!
Ana Alvarez
Resp. Ricerca & Sviluppo
Che si tratti di crescita personale o dello sviluppo di un “organismo aziendale”, anche se può sembrare strano il parallelismo metaforico, i così detti “blocchi evolutivi” sono step inevitabili e per certi versi utili in maniera straordinaria al naturale processo di miglioramento dell’individuo o dell’azienda che sia.
Ma in cosa consistono questi blocchi evolutivi e come possiamo identificarli?
Se parliamo dei blocchi che si riferiscono alla crescita personale di un individuo (ma come vi dico, potete applicare gli stessi concetti alle aziende), possiamo definirli come momenti più o meno lunghi, più o meno aspettati di stallo psico-emotivo, dove nonostante i precedenti sviluppi positivi e nonostante le conoscenze teoriche che ci potrebbero portare in avanti, restiamo ancorati a una situazione di piatta. Si hanno gli strumenti per avanzare, ma non si avanza. Si sa come si dovrebbe fare, ma non si riesce a mettere in pratica oppure si tenta di mettere in pratica ma i risultati non sono quelli aspettati e tanto meno auspicati. Tal volta si ha pure la sensazione di regredire.
Tutti noi ci siamo sentiti bloccati almeno una volta nella vita. Chi come me lavora o s’interessa di crescita personale e/o spirituale sa quanto sia vero! Sono quei momenti in cui pensi di aver letto quasi tutto su un argomento. Hai fatto formazione specifica e senti di essere progredito tanto e di avere lavorato molto su te stesso, sul tuo modo di fare e di pensare. Sei riuscito a riconoscere molti dei meccanismi mentali e delle dinamiche che ti hanno portato sofferenza e che hanno remato contro il tuo benessere e contro i tuoi obiettivi… Eppure, dopo una fase iniziale di euforia, scatenata dai primi successi ottenuti grazie a queste “scoperte”, arriva una situazione di insopportabile staticità , che diventa fonte di demotivazione e dubbio… Incominci a domandarti perché non vai avanti, perché non riesci a sfruttare meglio quanto sai, per ottenere i risultati che aspetti e credi di meritare… Eppure potresti scrivere un libro su “come fare per” e ti viene facile consigliare al tuo miglior amico, al tuo collaboratore … Ecco, questa è una sfumatura interessante: parlare degli altri e agli altri è sempre più semplice. Questo accade perché non si ha il bagaglio emotivo ed esperienziale degli altri e si è dunque esterni al problema. Tuttavia l’unico essere del quale conosci ogni sfaccettatura sei te stesso, ma tal volta preferisci ignorare ciò che sei, pensi e senti, nonostante ognuno di noi, se ha un attimo di sincera introspezione, riesce a conoscere e riconoscersi i pregi, i difetti e tutto il resto.
Ma, perché accade tutto ciò? Cosa ci blocca?
La risposta è abbastanza semplice, nonostante per arrivarci ci sia da fare un lungo percorso di riflessioni e ammissioni scomode: siamo noi stessi a bloccarci! Noi, con i nostri i nostri pensieri limitanti che mettiamo un freno inconsapevole al nostro processo di crescita; questo accade perché ci lasciamo vincere dalle nostre paure e persino dalle paure inculcate dai nostri genitori, dalle persone che riteniamo più “sagge” di noi, dai mass media, dalla società e chi più ne ha più ne metta.…
Le paure possono essere di infiniti tipi: paura di essere diversi, di non essere all’altezza, paura di non gradire il dopo, paura di non essere accettati, paura di quello che accadrà, di quello che penseranno gli altri e persino (udite, udite) la paura di farcela. Ho conosciuto imprenditori che in modo più o meno latente bloccavano lo sviluppo della propria azienda (nonché di loro stessi) perché avevano una grande paura di non farcela a gestire il successo, di non essere all’altezza di guidare una grande azienda. Una volta che hanno trovato la forza di credere nelle proprie capacità manageriali, la porta della espansione si è spalancata davanti a loro.
Come dicevo, di paure ce ne sono migliaia di migliaia, ognuno ha le sue. Se desideriamo superare i nostri blocchi, dobbiamo scoprire quali sono le nostre.
Inizia col farti la semplice domanda “di cosa ho paura?” Di non farcela a gestire la nuova situazione, di non avere stimoli nuovi, di dover affrontare un argomento spinoso, di non essere all' altezza, di non saper cosa fare dopo, di essere troppo impegnato, di essere rifiutato, di cosa? Lavorare sulle paure è come lavorare sulle soluzioni. Chi ha il coraggio di scoprire le proprie paure, ha la fortuna di trovare nuove strade per vincere. Ora avrà degli avversari, che se sconfitti, o quanto meno affrontati in modo fermo e“creativo”, gli potranno portare rapidamente in cima.
Qui voglio aprire una parentesi che ritengo importante e pertinente. Si tratta del pensiero creativo come strategia di sblocco.
Diventare persone creative ci aiuterà a superare i blocchi in ogni ambito della nostra vita. Essere “creativi” equivale ad essere “causativi” su certi aspetti. Un creativo è uno che decide da che punto osservare la scena, mentre un “non creativo” subisce la postazione che gli è stata assegnata.
Essere creativi è alla portata di tutti. Basta volerlo. Ricordati che se vuoi progredire e non ce la fai con il tuo attuale modo di ragionare e/o agire vuol dire che c’è qualcosa che va cambiato. Ricordati che l’abitudine porta un individuo a trovare le solite soluzioni ai nuovi problemi e, con questo comportamento, si è portati ad ottenere i soliti risultati.
Dunque, applica la tua creatività innata per trovare nuove soluzioni adatte a vincere le tue vecchie paure e per affrontare con ottimismo ogni tipo di blocco presente o futuro. Dentro di te hai le risorse necessarie per farcela. Hai solo bisogno di crederci! Forse sei cresciuto in un ambiente che ti ha abbassato l’autostima con critiche eccessive o forse i fallimenti passati ti hanno segnato e il tuo istinto di sopravvivenza ti spinge a nasconderti in una confort zone … Come puoi ben comprendere non sei il solo ad avere dei blocchi eppure sono in molti a superarli. Perché non dovresti farcela anche tu?
Se hai dei dubbi, lavora su questi dubbi e per farlo prova ad osservarti dall’esterno. Chiediti “se questo succedesse ad un mio amico, cosa gli consiglierei?” Come abbiamo detto in precedenza, dare consigli agli altri è più semplice. Fai finta di essere un altro. Usa questa semplice tecnica di esternazione dal problema per trovare le soluzioni che cerchi. Scoprirai presto che non c’é niente di cui aver paura, perché al tuo interno hai una fonte infinita di energia.
Devi solo avere il coraggio di prenderne consapevolezza e usarla con costanza!
Direttore Ricerca e Sviluppo dello Studio Bertoldi & Associati
Ieri ho avuto il privilegio di tenere una conferenza presso la Sala Cunicchio della CCIAA di Viterbo, organizzata di fatto da CNA Viterbo.
Dopo un impattante intervento introduttivo del presidente di CNA Viterbo, Angelo Pieri, abbiamo iniziato a parlare, assieme agli artigiani e agli imprenditori presenti, di come fronteggiare la "Crisi".
Considerando l'orario (abbiamo iniziato alle 18.30 e terminato alle 20.10) la partecipazione e il confronto è stato ampio e profittevole, le "ricette" contro la crisi proposte accolte con molto entusiasmo da parte della platea.
Una serie di testimonianze di azioni di successo che ho riportato, esperienze vissute a fianco di imprendiitori nostri clienti, ci ha permesso di dare ulteriori spunti stimolanti per la platea.
Le Case History presentate sono state quelle di:
Approfitto per ringraziare tutta la CNA di Viterbo, che ci ha sostenuto e in particolare:
- Danila Corbucci
- Luana Melaragni
- Rachele Belloni
- Luigia Melaragni
- il segretario Adalberto Meschini
- il Presidente Angelo Pieri
Ringraziamo anche il Presidente della CCIAA di Viterbo Ferindo Palombella per averci ospitato.
Alessandro Bertoldi
Ieri ho avuto il piacere di conoscere Massimo Di Tore, Direttore Marketing del gruppo DR Auto di Macchia di Isernia.
Allora ho riflettuto sulla crisi … Anche stimolato dall’articolo di Fabio Montalto.
Insomma se metto assieme alcuni dei miei clienti osservo che per loro il mercato non è in crisi, come mai?
Prendo a esempio proprio la DR Auto che ha avviato un programma di commercializzazione del proprio brand attraverso ormai 75 concessionari in Italia che si aggiungono al “Tempio” dell’auto proprio a Macchia di Isernia.
Pensate praticamente tutti i maggiori produttori di auto al mondo racchiusi in un area che conta oltre 15 concessionari di auto, in un luogo, con tutto il rispetto, che ha una densità per kilometro quadro tipo l’Australia …
Ma allora mi chiedo, “Se il mercato dell’auto è in crisi ed è vero che lo è, come mai la gente da Napoli, Pescara, Roma e chissà da dove vanno alla DR Auto a Macchia di Isernia a comprare la propria auto?” Sarà forse che il Signor Di Risio e lo Staff che ha messo assieme fanno la differenza?
Non solo, ho saputo che a breve proprio la DR Auto, forte della grande esperienza accumulata nel mondo delle corse, presenterà al grande pubblico una Supercar da oltre 600 cavalli, in vendita al qualche centinaio di migliaia di Euro … Strano la benzina costa 1,5€ al litro!
Ma com’è possibile che in un paesino del Molise crescono realtà di questo tipo e in televisione vedo gente che non fa nulla e si lamenta della crisi?
Massimo Di Tore non mi ha parlato di crisi, ma di opportunità; questo è l’atteggiamento vincente.
Potrei parlarvi dei Fratelli Fusco della Isar di Roma, di Domenico Brugiotti dell’omonima azienda di Viterbo, di Claudio Nannotti della Italcode di Perugia, di Gianni Fornari di Fornari Ecologia di Roma, di Paolo Angelini di Autoquattro di Rieti e L’Aquila, di Pino Capobianco di Romana Ponzio a Roma, di Gianni e Federica Donati dell’Azienda Agricola Valle Santa di Rieti, di Paolo e Monica Lanari della omonima azienda di Aprilia e molti altri, tutte persone che ho avuto il pregio di conoscere e con le quali lavoriamo, non lo faccio per non dilungarmi troppo in questo articolo, saranno protagonisti di altri.
Loro, come Massimo Di Tore parlano di opportunità e colgono opportunità, le loro aziende sono in crescita nonostante la crisi.
Quindi, dopo questa riflessione a mente aperta affermo questo:
“Chi si lamenta non è in crisi, E’ LUI LA CRISI!”
Vi aspetto per ricette concrete finalizzate a far piangere i vostri concorrenti il 24 maggio alla CCIAA di Viterbo.
Alessandro Bertoldi
Prenotati qui
Quante volte avrete sentito o pronunciato queste frasi?: “le cose vanno male perché c’è crisi” oppure “con questa crisi come vuoi che vadano le cose” o ancora “non posso farci niente, c’è troppa crisi!”. Penso innumerevoli volte, eppure pochissimi hanno veramente capito il grande beneficio che si può trarre da questa condizione che affligge da tempo il nostro paese. E’ un dato di fatto che l’Italia attraversa una situazione economica difficile, principalmente a causa dell’ingente debito pubblico accumulato a partire dagli anni Settanta ed Ottanta del secolo scorso. Attualmente la situazione sembra addirittura essersi aggravata. Precarietà, licenziamenti, cassa integrazione, disoccupazione, famiglie in difficoltà costituiscono ormai esperienza quotidiana per milioni di italiani. La cosa più grave è che vengono colpite tutte le classi coinvolte nel processo economico coinvolgendo non solo i consumatori ma anche produttori e distributori che tengono in piedi l’economia italiana. Praticamente uno scenario di crisi totale che viene visto da spettatore e affrontato in maniera passiva da tutti coloro che ne hanno riconosciuto la reale esistenza. Eppure, la crisi economica che sta mettendo in ginocchio l’Italia, nel quadro globale di uno sviluppo senza occupazione, potrebbe costituire un’opportunità per rifondare la nostra economia. Sebbene proprio gli economisti sembrino, in questo frangente, i più disorientati, rivelando una volta di più che la loro disciplina è un’arte più che una scienza esatta, proprio ad un economista, Joseph Shumpeter, dobbiamo il concetto di “distruzione creatrice”. Secondo lo studioso tedesco, in buona sostanza, l’economia procede per crisi, che vedono morire le imprese meno competitive ed obsolete e trionfare le aziende competitive ed innovative. La verità è che Shumpeter ha perfettamente ragione. Non è la prima volta che attraversiamo una crisi, e rispetto a ciò che è successo nel dopoguerra, adesso ci troviamo ad affrontare un momento che ci da la possibilità di risalire la china cercando di ritrovare la tenacia e la voglia di lavorare duramente, valorizzare i giovani, le nuove idee e le nuove tecnologie, aumentare le proprie competenze che ci permettono di affrontare quel gigantesco Mercato che cambia ad ogni battito di ciglio. Se le aziende non sono grandi abbastanza per sopravvivere alla “distruzione creativa”, possono sempre diventarlo.
Ogni azienda leader prima di diventare tale era una piccola impresa, ma giorno dopo giorno, avvalendosi di strumenti necessari e importanti (marketing, web, strategie aziendali), aumentando le competenze, valorizzando le risorse umane, vero ed unico “motore” che spinge l’azienda verso il successo, rendendo efficiente la propria struttura organizzativa, sono diventate quelle che ora dominano il mercato e vengono solamente sfiorate dalla crisi. Pertanto è opportuno vedere la Crisi come un vero punto di partenza e costruire su di esso le nuove basi per ritornare ad essere grandi come una volta, perché col duro ma allo stesso tempo giusto lavoro non possiamo far altro che dare un’opportunità a noi stessi, l’opportunità di sopravvivere, l’opportunità che ci meritiamo.
Qualche tempo fa, Alessandro Bertoldi, vi raccontava dell’accordo raggiunto tra la Comar Yacht e la A.S. Traningship.
Con gradissimo piacere vi comunico che lunedì alle 6 del mattino, con la loro barca Andromeda, il team della A.S. Traningship ha tagliato il traguardo di Riva di Traiano aggiudicandosi la prima posizione!!
La Riva per Tutti è una Regata d’Altura che è partita lo scorso 18 Aprile dal Porto Turistico di Riva di Traiano a Civitavecchia arrivo a Ventotene e ritorno, fa parte di un circuito più grande all’interno di una manifestazione sportiva di grande prestigio che è la Roma per 2.
L’equipaggio, composto in buona parte dal Team che ha partecipato al Campionato invernale, ovvero Alessandro, Simone, Michele, Filippo, Salvo, Sergio, Domenico, Rosario più alcuni nuovi acquisti “pesanti” che l’A.S. Training Ship si “vanta” di avere a bordo, come Massimo, Vincenzo, Emiliano e Gianfilippo, ha fatto una gara impegnativa che non prevedeva tappe intermezze, e ha dominato la regata per le 220 miglia di percorrenza.
Vi invito a visitare il sito www.cnrt.it per conoscere i dettagli di questa regata.
Vi sono tre misteri sul denaro su cui l’uomo s’interroga da tempi immemorabili:
· Perché buona parte del denaro si concentra nelle mani di poche persone?
· Esiste un metodo sicuro per guadagnare il denaro di cui si ha bisogno?
· I soldi portano la felicità? E se non è così quale è la loro funzione?
La buona notizia è che a queste domande c’è una risposta.
Oltre 100 anni fa l’economista italiano Vilfredo Pareto, docente all’università di Losanna, fece una sconvolgente scoperta. Stava seguendo uno studio sul grado di benessere in Inghilterra. Gli si presentò un’immagine di totale squilibrio: enormi quantità di denaro erano concentrate nelle mani di pochi individui.
Confrontò la sua scoperta con i risultati ottenuti nei secoli precedenti, la situazione si presentava la stessa. Pareto allora raffrontò la situazione inglese con altri paesi, L’America , la Francia l’Italia ecc. in tutte le nazioni i dati erano gli stessi, era come se ci fosse una legge segreta a governare la distribuzione del denaro. Nel 1950 Joseph Juran, diede il nome a questa scoperta chiamandola il principio 80/20¹ : il 20% della popolazione beneficia dell’80% delle ricchezze.
Negli ultimi anni anche se i governi si sono impegnati fortemente attraverso una tassazione progressiva a ridistribuire la ricchezza tra “ricchi e poveri”, il quadro presentato da Pareto è rimasto immutato. Il 20% dei paesi dispone dell’85% del denaro.
Il denaro è una forza come il vento, il mare, non piace essere equamente distribuito. Il denaro genera denaro.
Il denaro risponde al principio 80/20 a causa dell’interesse composto, quello che Einstein chiamava”la forza più grande dell’universo”.
Iniziate con una piccola quantità di denaro, risparmiatela e investitela.
Non importa quanti soldi guadagniamo, se non siamo in grado di risparmiare, resteremo sempre poveri.
Il tipico americano cinquantenne avrà guadagnato una bella somma, ma è riuscito a mettere da parte poche migliaia di dollari. Molti invece sono ricchi perche hanno risparmiato e investito per anni i loro guadagni.
I soldi possono comprare la felicità? Si, se sei povero. Chi gode di un moderato benessere è più felice di chi non ha un tetto. Ma una volta che si sono soddisfatti i bisogni di prima necessità, essere più ricchi non significa essere più felici.
Per far fruttare il proprio denaro con il metodo 80/20 è indispensabile concentrarsi sulla propria meta e scriverla su un foglio da tenere sempre in bella vista.
Nel 1953 solo il 3% degli studenti di una classe di laurea di Yale scrisse su un foglio quanti soldi sperava di guadagnare nella vita. Vent’anni dopo alcuni ricercatori scoprirono che questo 3% guadagnò più del restante 97% degli studenti di Yale!
Quindi non perdere tempo, segna subito la tua meta, ma che sia veramente importante per Te!
Perché ricorda: il denaro è un mezzo e non un fine.
1. “80/20 la formula Vincente” di Richard Koch
Lo scorso giovedì abbiamo tenuto un Seminario Formativo Gratuito a Città di Castello (PG), per la prima volta Lara ed io abbiamo giocato “in casa”. L’evento, sponsorizzato da CTS Grafica, Multicopia Diesse e CVR, ha visto coinvolti 20 imprenditori della zona che hanno avuto un “assaggio” di quello che facciamo in azienda.
E’ stato un momento formativo interessante, dove Alessandro Bertoldi (il nostro formatore) ha dato degli spunti su come portare più risultati in azienda. Partendo da una visione chiara di quello che vogliamo ottenere e poi agendo di conseguenza, circondandoci di persone valide e vogliose di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Adesso passiamo ai ringraziamenti:
A Lara, che ha fatto un ottimo lavoro, portando aziende di valore.
Ad Alessandro, che ci ha premiato con questo evento in zona.
Ad Ana, per il lavoro di Ricerca e Sviluppo che fa per portare nuovi punti di vista ad ogni corso.
A tutti i presenti, per aver condiviso con noi una serata di lavoro e reciproca conoscenza.
Grazie a tutti! E buon lavoro!
Dopo mesi di conoscenza e confronto, è stato raggiunto un importante accordo tra la società di consulenza strategica Studio Bertoldi & Associati www.studiobertoldieassociati.it e il più affascinante club del benessere della regione Umbra, Ki Club www.kiclub.it
L'obiettivo è chiaro: consentire ai propri clienti nuove opportunità di crescita e miglioramento. Per questo motivo, lo Studio Bertoldi terrà tutti i propri corsi di formazione della “Top 100 Academy” presso il Ki Club, mentre tutti gli iscritti del Club potranno usufruire di speciali sessioni di formazione a titolo gratuito.
La prima data è stata già pianificata: 8 aprile dalle 15.00 alle 18.00, per fare incontrare il benessere del corpo e della mente, attraverso una speciale lezione tenuta da Raffaele Graziuso e Alessandro Bertoldi.
Durante questa sessione si lavorerà sulla propria consapevolezza e la propria auto motivazione, mediante uno specifico percorso composto da una parte teorica e una pratica per soli 40 partecipanti, da dove usciranno più forti e motivati che mai!
Quindi, non aspettare e prenotati qui.
Al momento sono in corso delle vere e proprie sperimentazioni cliniche come se l'atteggiamento positivo verso la vita fosse un farmaco: i ricercatori “somministrano” a persone con patologie cardiovascolari “pillole” di saggezza per pensare positivo ed essere allegri, per vedere se questo “farmaco” migliora il loro quadro clinico. Non è la prima volta che si indaga il legame tra umore, carattere e salute: per esempio una ricerca ha dimostrato che ridere è terapeutico per corpo e psiche, migliora l'umore e la resistenza allo stress, rende più sexy e fa bene anche al cuore abbassando la pressione del sangue. Il segreto della risata è che rilassa i muscoli, mette in circolo molecole “positive” come le endorfine, inoltre l'umorismo aiuta a guardare con distacco le piccole grandi noie di ogni giorno.
E non è finita, un grosso studio condotto in oltre 140 paesi dimostra che la felicità è un toccasana per la salute: senza distinzione di etnia e condizioni economiche del paese di provenienza, in tutto il mondo le persone che provano emozioni positive stanno meglio in salute. Ciò ha contribuito a creare un crescente interesse per il legame tra umore e salute, e sulla base di questa, vera o presunta che sia, associazione tra felicità e salute sta fiorendo una vera e propria “industria della felicità”: siti o compagnie che ti propongono, via internet o per sms, programmi per migliorare il tuo atteggiamento sostenendo che per essere felici bisogna esercitarsi al pensiero positivo e guardare al lato bello delle cose sempre, anche quando sembra andare tutto male.
Di fatto però, una dimostrazione esaustiva dell'effetto positivo dello sfoggiare uno spirito allegro mancava. Gli esperti hanno monitorato la salute di 1739 persone sane per 10 anni e visto che l'effetto benefico dell'inclinazione alla solarità e della tendenza ad essere allegri, entusiasti e paghi non è per nulla indifferente: per ogni punto in più sulla scala (da zero a cinque) dell'inclinazione ad un carattere allegro e vitale, il rischio cardiovascolare si riduce del 22%.
Una persona che prende il voto massimo per il suo spirito positivo ha un rischio davvero molto più basso di soffrire di patologie cardiovascolari. Difficile dire quale sia il “principio attivo” del “farmaco felicità”: è possibile che la felicità agisca in più maniere sul benessere fisico. Infatti persone solari e positive tendono a dormire meglio, a sopportare meglio i piccoli grandi stress quotidiani e a non rimuginare sulle cose, quindi sono meno nervose e ciò potrebbe influire positivamente sul battito cardiaco e sulla pressione del sangue.
Ma l'attesissimo verdetto finale sull'effetto del sorridere alla vita sul cuore arriverà solo con gli studi al momento in corso che trattano l'atteggiamento positivo come un farmaco per vedere se migliorando la propria indole si riesce a combattere meglio le malattie cardiovascolari. Gli studi sono attualmente in corso su pazienti, come in una vera sperimentazione clinica. Nel frattempo, poiché di certo essere positivi non fa male a nessuno, ciascuno può autoprescriversi delle pillole di allegria: vi piace leggere ma non avete tempo, dicono gli autori del lavoro, bastano 15 minuti di lettura al giorno per “farsi un regalo”, e lo stesso vale per tutte quelle attività che danno gioia e appagamento.
18 febbraio 2010
Fonte: Tiscali Notizie
Sembra strano, quasi curioso, ma prendersi cura della propria salute risulta molto semplice agli occhi di Matt Traverso, uno dei massimi esperti europei nel settore del coaching e della formazione manageriale.
Nel suo libro "La nuova biologia della salute" Matt mette in dubbio l'efficacia della medicina tradizionale e offre ai lettori un altro punto di vista sulla nostra salute: "Ci hanno condizionato a tal punto da farci credere che i farmaci siano l'unica soluzione alla malattia, ma la verità è che sentirsi bene, forti e in salute è il nostro stato naturale".
Nel libro parla della necessità di svegliarsi da quella che definisce"ipnosi culturale", come spiega questo concetto?
Certo, per decenni siamo stati condizionati dal bombardamento pubblicitario delle grandi industrie, una vera e propria ipnosi culturale che vuole farci credere che le cose succedono per caso. Tutto questo condizionamento vuole farci sentire fragili, indifesi, "in pericolo". Ci hanno condizionato a tal punto da farci credere che i farmaci siano l'unica soluzione alla malattia. Ma la verità è che sentirsi bene, forti e in salute è il nostro stato naturale. Siamo geneticamente programmati per essere del tutto sani e stare bene.
Allora, con lo stress, l'adrenalina quotidiana, il lavoro costante, cosa potrebbe fare un imprenditore per preservare la sua salute?
Innanzitutto dovrebbe riordinare le sue priorità e creare più equilibrio nelle varie aree della sua vita personale e professionale. Seguire uno stile di vita e alimentare ideale, significa osservare semplici leggi naturali. In fatti, il corpo è totalmente autosufficiente se le sue esigenze vengono soddisfatte, e fondamentalmente queste esigenze sono aria, luce, acqua, cibi freschi a base di frutta e verdura, riposo adeguato, esercizio fisico, svago, amore e padronanza personale.
Cosa è esattamente la "Comfort Zone"?
È l'area delle vecchie abitudini che non permette né di crescere né di sentirsi soddisfatti.
Come esperto nel campo della salute umana, può darci qualche consiglio per trovare l'equilibrio nella vita di tutti giorni?
Bevendo tutti i giorni deliziosi centrifugati di verdure. In questo modo daresti ogni giorno alle tue cellule migliaia di fitonutrienti (potenti 'medicine' derivate dalle piante), che aiutano anche gli organi più importanti come il fegato, il pancreas, il cuore, il cervello e altri ancora. Riducendo o eliminando il consumo di grassi animali (carne e latticini), e, nel frattempo, aumentando il consumo di grassi vegetali (avocado, olive, mandorle, anacardi, noci di macadamia, noci di cocco, semi di sesamo, di lino e di girasole). Visto che i grassi vegetali non solo forniscono gli acidi grassi essenziali (omega-3) e altri grassi che aiutano l'eliminazione delle tossine, ma proteggono anche il cuore dal pericolo di ossidazione, riducono la 'densità' del sangue (con conseguente miglioramento della circolazione) e sostengono le funzioni cognitive e l'umore. Fare esercizio fisico in modo costante almeno tre volte alla settimana. Qualsiasi forma di movimento fisico aiuta a ottenere migliori risultati più velocemente.
Perché dovrei leggere il suo libro?
Tutti i giorni ricevo testimonianze da persone che mi descrivono con grande entusiasmo come questo libro abbia letteralmente cambiato e potenziato la loro vita, infatti , è attualmente in costruzione un sito web per raccogliere tutte le testimonianze che continuano ad arrivare: http://www.lanuovabiologiadellasalute.info
IL COACHING COME PERCORSO PER ALLENARE IL PROPRIO TALENTO DI AFFRONTARE LE DIFFICOLTA’
Gli ultimi 2 anni e mezzo sembrano costringerci a ripensare il modello economico che sinora ha garantito l’attuale livello di benessere nel mondo occidentale. L’andamento altalenante delle borse, la forte crisi finanziaria che sta colpendo le aziende di tutto il pianeta induce nel cittadino comune un forte senso di insicurezza e preoccupazione per il futuro.
L’andamento negativo della borsa di Madrid, sull’onda della preoccupazione per l’ingente deficit pubblico, e di quella di Tokyo, influenzata dalle vicende Toyota (azienda già in perdita che ora deve fronteggiare un “incidente di percorso” legato alla distribuzione sul mercato di modelli difettosi), ha coinvolto anche le altre piazze mondiali.
Quali sono gli effetti emotivi di queste notizie?
Ansia, incertezza, paura per il futuro.
Come potremmo reagire di fronte a fatti di portata mondiale di questo tipo?
Qui di seguito riporto un pensiero di Albert Einstein sulla crisi:
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.(tratto da “Il mondo come io lo vedo”1931)."
Desidero richiamare l’attenzione del lettore sul significato della parola “Crisi” e sull’energia potenziale contenuta nella parola stessa. A questo scopo, mi vengono in soccorso le pagine del mio buon vecchio dizionario etimologico: “crisi” deriva dal greco “Krisis”, sostantivo dal verbo Krino, ossia separo, decido. Genericamente indica un momento che separa un modo di essere o una serie di fenomeni da altro differente. Certamente, dunque, un momento di cambiamento, un fenomeno osservabile come ogni altro, e di per sé, ne converrà il lettore, neutro.
Dov’è allora l’energia potenziale? Ogni avvenimento racchiude il proprio significato ed i propri insegnamenti:
· Occorre sviluppare una notevole sensibilità per percepire l’inizio della crisi
· Occorre sviluppare grande flessibilità: a situazioni nuove corrispondono atteggiamenti e comportamenti nuovi
· Ciascuno è chiamato ad assumere la responsabilità del cambiamento
E’ indubbio che ci troviamo in un momento di crisi, di cambiamento profondo. La domanda è: come affrontarlo?
In questo senso, preferisco affrontare la questione seguendo l’approccio orientale. Nella lingua cinese la parola “crisi” è composta da due ideogrammi:
Šë‹@, in cui alla radice Šë wei (pericolo), si accosta il suffisso ‹@ ji (opportunità).
Chi saprà cogliere tutte le opportunità insite in questa momento di mutamento culturale, sociale, etico, chi saprà adattarsi con la rapida flessibilità del giunco, chi saprà individuare le risorse proprie ed altrui e gli strumenti idonei a superare il pericolo, ne uscirà riconoscendo se stesso un professionista e, soprattutto, una persona, migliore e più forte, e potrà partecipare dei frutti di una società civile ed economica in cui, probabilmente, la superficialità e l’approssimazione non troveranno più asilo, in cui i gruppi di lavoro saranno sempre più famiglie e team compatti nel raggiungimento di nuove e più sfidanti mete.
Di recente, ho avuto modo di approfondire vita e opere di un personaggio molto particolare, che meglio di qualunque altro, attraverso l’esempio delle sue azioni può renderci edotti circa il modo più efficace per affrontare le difficoltà della vita: Viktor Frankl.
Dal 1942 al 1945 fu prigioniero in quattro campi di concentramento nazisti, tra cui Auschwitz e Dachau. A partire da questa esperienza scrisse “Alla ricerca di un significato della vita”, opera straordinaria nella quale si introduce l’idea che l'equilibrio psichico dipende dalla percezione significativa del sé e del proprio vissuto. Quando l'individuo non si sente significativo cerca compensazione o in gratificazioni artificiali (droghe chimiche e psichiche) o in atteggiamenti di potenza (comportamenti distruttivi ed autodistruttivi). Ciò significa che l’esperienza di vita è strettamente legata al significato che noi attribuiamo a ciascun evento: potenziante o depotenziante, funzionale rispetto alla sopravvivenza ed al raggiungimento dei nostri obiettivi.
Nell’ottica dell’imprenditore, quale significato attribuire all’evento “Crisi”?
Quali strumenti hanno oggi a disposizione i professionisti, gli imprenditori, le aziende per affrontarla?
Continuare ad investire in formazione: la conoscenza è un patrimonio inestimabile necessario per affrontare nuove sfide e migliorare le performance personali e di gruppo, e la capacità di individui ed organizzazioni di rimanere focalizzati sui propri obiettivi anche in tempi di cambiamento e difficoltà.
Ma tra gli strumenti più efficaci che la moderna scienza del comportamento offre ai coraggiosi che, anziché cedere alla “tragedia di non voler lottare” per superare la crisi, intendano fieramente investire sulle proprie competenze, sulla propria creatività e sui propri sogni c’è, a mio avviso, il coaching.
Di cosa si tratta? Perché viene menzionato tanto spesso come metodo efficace per il raggiungimento degli obiettivi professionali e personali?
Possiamo definire il coaching come un processo mediante il quale individui o gruppi di persone vengono accompagnati in un percorso di sviluppo personale e professionale finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi.
Si tratta di una definizione oggettiva, in quanto richiama l’idea di una serie di attività ed azioni organizzate ed orientate ad un fine specifico.
Ma il coaching, dal punto di vista dei suoi protagonisti, il coach, nel suo ruolo di agente attivante, e del coachee, in quanto utente del processo, è certamente una competenza:
· Dal punto di vista del primo, potremmo definirlo, come la capacità di stimolare ed attivare le risorse, i talenti, le migliori doti, di un individuo o di un gruppo di persone in un processo di apprendimento, cambiamento, innovazione, incrementando la senso di fiducia, di auto-efficacia, di motivazione, con gli strumenti del confronto , dell’orientamento e della riflessione.
· Dal punto di vista del secondo, si tratta ugualmente di una capacità: quella di assumere la responsabilità del cambiamento, di cavalcarlo, di riconoscere e mobilitare i propri talenti, di fare chiarezza circa i propri obiettivi, di generare azioni congrue con il raggiungimento degli stessi.
Secondo alcuni--, la parola deriva dall’inglese medioevale “Coche”, corrispondente all’inglese moderno, “wagon” (carro), “carriage” (carrozza, vettura).
Illuminante! Un coach è un veicolo: trasporta le persone da un luogo di partenza ad uno di destinazione desiderata.
Nella letteratura sul coaching si incontreranno molte distinzioni in relazione al contesto di applicazione e sarebbe fuorviante riferirne in dettaglio in questa sede.
Ciò che interessa è sottolineare come l’approccio metodologico, sia nell’area del coaching aziendale che personale, è sostanzialmente identico.
Forte personalizzazione del percorso, in linea con le capacità e la personalità del cliente; applicazione del principio di auto-responsabilità: il cambiamento è determinato dalla volontà e dalle capacità del coachee; si tratta di un metodo “centrato sul risultato” che si desidera ottenere e non sul problema; è, dunque, fortemente abilitante; è un metodo che attiva la capacità di risonanza del coachee: una volta sperimentato lo rende autonomo ed in grado di applicarlo nei contesti più differenti e con ogni tipo di persona, a maggior ragione con se stesso; è orientato alla creatività: addestra ad individuare alternative, ad innovare, a ricomporre in modo originale idee già esistenti per risolvere un problema.
Per quel che concerne più specificamente il coaching aziendale, esso si pone l’obiettivo di rispondere alla domanda: come si può rendere più efficace un’organizzazione di piccole o grandi dimensioni, attraverso la crescita personale dei suoi componenti, sia nelle attività connesse al ruolo, che in quelle di gruppo?
Ecco alcune delle opportunità che offre in questo senso il coaching:
· Allineare lo sviluppo personale con gli obiettivi aziendali
· Traghettare le trasformazioni aziendali in modo non traumatico
· Generare nuove possibilità
· Imparare a decidere
· Riconoscere, accettare, esprimere le proprie aspettative e quelle degli altri
· Gestire in modo efficace le relazioni
· Gestire in modo efficace il tempo
· Apprendere costantemente dal passato e dal presente ed imparare a costruire il futuro
· Affrontare e risolvere problemi
· Migliorare le relazioni personali e professionali, gestendo i conflitti
· Imparare ad accettare e gestire la circolarità degli eventi umani
· Imparare a trovar un equilibrio tra vita privata e professionale
· Gestire le proprie emozioni ed esprimerle
· Miglioramento della leadership
· Miglioramento della membership (l’essere parte di un gruppo)
· Miglioramento del lavoro di gruppo
In conclusione, occorre investire con fiducia in formazione: quando si affrontano periodi di recessione, per ripartire con slancio verso la realizzazione della mission e vision individuale ed aziendale; nei momenti di euforia per mantenere alto il livello di focalizzazione e prepararsi con flessibilità a tutti gli eventi che il mercato o la Vita vorranno proporci.
“La Federal Reserve ha generato per il Tesoro statunitense profitti record per 46,1 miliardi di dollari nel 2009, per effetto degli interventi straordinari varati dalla banca centrale americana per contrastare la crisi finanziaria. L'utile netto della Fed è salito del 47% a 52,1 miliardi di dollari.
La somma, che andrà nelle casse del Tesoro statunitense, supera di 14,4 miliardi il risultato del 2008, e rappresenta l'ammontare più alto dal lontano 1914, quando la Fed fu istituita. L'aumento dei profitti - scrive l'agenzia Bloomberg - si deve principalmente ai guadagni sui titoli, inclusi i titoli di debito del Tesoro e quelli garantiti da mutui (mortgage-backed securities). L'utile netto della Fed è salito del 47% a 52,1 miliardi di dollari.
Fonte il sole 24 ore”
Allora mi domando, perché nell’anno della grande crisi, proprio una delle massime ispiratrici di quanto accaduto miete utili mai visti?
Ma non sarà che, come al solito, tanto più sei grande e competente e tanto più sei indenne dai problemi o meglio sei in grado di cogliere opportunità?
Io non trovo scandaloso leggere una notizia come questa, trovo stupido l’accanirsi di molti nell’andare a cercare colpevoli dopo il manifestarsi dei problemi.
Questa notizia, a mio avviso, ci insegna che a qualsiasi livello la competenza paga, poi è da stabilire se le operazioni possano sembrare giuste o sbagliate, se vadano a favore o contro il Popolo …
In questi argomenti di carattere etico non entro, mi limito a osservare che la competenza paga, l’ignoranza devasta.
Spesso vedo imprenditori arrabattarsi a svolgere lavori che un professionista porterebbe a termine meglio e in un tempo dieci volte inferiore, lamentarsi per esempio che non trovano collaboratori che hanno voglia di lavorare …
Ognuno faccia bene il suo lavoro e se gli manca una o più competenze se le cerchi sul mercato, esso è ricco!
Buon lavoro a Tutti i nostri lettori
Acquistare “sulla carta” immobili la cui costruzione è ancora da finire, o da iniziare del tutto, a parere di chi scrive e si occupa anche di diritto immobiliare, è una scelta che può avere i suoi vantaggi, soprattutto economici per le giovani coppie, ma va perseguita con la dovuta cautela.
Non a caso il legislatore, dopo che migliaia di famiglie italiane sono state coinvolte nei fallimenti di imprese di costruzioni, rimanendo senza casa dopo aver versato cospicui anticipi, ha varato nel 2005 il Decreto Legislativo 122/2005, “disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire” che si applica ai contratti relativi al trasferimento dei diritti di proprietà o altri diritti reali su immobili, ad esempio l’usufrutto, per i quali il permesso di costruire è richiesto successivamente alla data di entrata in vigore del decreto ovvero il 21 luglio 2005.
La tutela accordata dal D. Lgs. 122, va sottolineato, è riservata solo all’acquirente - persona fisica “che sia promissaria acquirente o che acquisti un immobile da costruire ovvero che abbia stipulato ogni altro contratto, compreso quello di leasing (…) ovvero colui il quale, ancorché non socio di una cooperativa edilizia, abbia assunto obbligazioni con la cooperativa medesima per ottenere l’assegnazione in proprietà o l’acquisto della titolarità di un diritto reale di godimento su di un immobile da costruire per l’iniziativa stessa” e nei confronti del costruttore che può essere un imprenditore o una cooperativa edilizia che promettano in vendita o che vendano un immobile da costruire …sia nel caso in cui l’immobile venga edificato direttamente da costoro o la costruzione sia data in appalto o eseguita da terzi.
In sintesi il decreto prevede, regolando il contenuto anche del preliminare tra le parti, a carico del costruttore all’atto della stipula del contratto di cessione della proprietà o di altro diritto reale di godimento relativi ai soli immobili da costruire o ultimare, l’obbligo di rilasciare una fideiussione di importo corrispondente alle somme e al valore che egli ha riscosso e deve ancora riscuotere dall’acquirente secondo quanto stabilito nel contratto, ad esclusione delle somme che dovranno essere erogate da un soggetto terzo mutuante.
La fideiussione, che può essere assicurativa o bancaria, serve a garantire all’acquirente la restituzione delle somme e di ogni altro corrispettivo versato, oltre agli interessi legali, nel caso in cui il costruttore incorra in una situazione di crisi ovvero qualora si verifichi il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa o venga effettuata la trascrizione di un pignoramento relativo all’immobile in questione.
Il costruttore è anche obbligato a contrarre e a consegnare all’atto del trasferimento della proprietà una polizza assicurativa decennale a beneficio di chi acquista con decorrenza dalla data di ultimazione dei lavori.
La polizza assicura l’acquirente dei danni materiali e diretti all’immobile, compresi i danni a terzi, derivanti da rovina totale o parziale o da grave difetti costruttivi che si manifestino dopo la conclusione della compravendita del bene.
E’ la garanzia decennale prevista dall’art. 1669 del codice civile “rovina e difetti di cose immobili” che prevede la responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente e di chi acquisterà da costui, a patto che i vizi gravi, ovvero quelli che incidono sulla solidità, efficienza e durata della struttura ( si veda Cassazione civile n. 3002/2001), siano denunciati entro un anno dalla scoperta e con la prescrizione del diritto entro un anno dalla denuncia di decisiva importanza per l’azione giudiziale.
Il decreto ha inoltre stabilito la costituzione del “Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire”, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, affidato alla gestione della CONSAP, la concessionaria servizi assicurativi pubblici, che, a seguito della verifica di precisi requisiti oggettivi, assicurava un indennizzo agli acquirenti che avevano subito la perdita di denaro o di altri beni, non ottenendo il diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento a seguito del verificarsi della situazione di crisi del costruttore.
Tuttavia, va precisato che, come si apprende dal sito www.consap.it, il termine per la presentazione delle richieste di indennizzo al Fondo è scaduto il 30 giugno del 2008.
In questa sede era possibile solo un parziale e rapido excursus sul decreto 122, i cui contenuti sono complessi ma la cui importanza è palese sia per chi acquista che per gli imprenditori edili.
I lettori che desiderano ricevere chiarimenti sui temi trattati e le caratteristiche richieste per la fideiussione, la polizza assicurativa, i requisiti del contratto preliminare e le altre disposizioni del decreto, compresi coloro che hanno avviato nei termini la procedura di indennizzo di competenza del Fondo di solidarietà, possono contattare lo Studio via mail studiolegaledevaleri@gmail.com.
Se non vuoi ammalarti ……. Parla dei tuoi sentimenti
Le emozioni e i sentimenti che rimangono nascosti, repressi dentro di noi, si trasformano in malattia. Ne sono un esempio la gastrite, l’ ulcera, il mal di schiena etc.
Per questo è molto meglio parlare, condividere la nostra intimità, i nostri segreti, la nostra angoscia e anche i nostri “errori”.
Il dialogo, il parlare, sono una terapia potente ed eccellente per la nostra salute psicofisica.
Se non vuoi ammalarti ……… Prendi le Decisioni
La persona incerta rimane nel dubbio, nell’ ansia, nel malessere. L’ incertezza fa accumulare solo più problemi, preoccupazioni e aggressività sia mentale che fisica.
La stessa storia dell’ umanità si è costruita prendendo delle Decisioni, ma per prendere delle decisioni è necessario rinunciare a vecchi concetti e bisogna avere tanta voglia di cambiare ….
Le persone che sono incerte per tanto tempo sono “vittime” di malattia che attaccano il sistema digestivo, neurologico e la pelle.
Se non vuoi ammalarti …… Trova soluzioni
Le persone pessimiste, che si martellano di pensieri negativi, che preferiscono lamentarsi, piangere sui problemi e parlare di fatti negativi, non fanno altro che attirare energia negativa. Il pensare, parlare di cose del genere porta a circondarti di una atmosfera non salutare che conseguentemente si sviluppa in malattia.
Se non vuoi ammalarti ….. Non vivere di false apparenze
Nascondere la realtà, il tuo modo di essere, volere a tutti costi apparire una bella persona, perfetta, brava, non fa altro che accumulare tanto peso su te stesso e danneggiare la tua salute.
Mi piace affermare “che queste sono le tipiche persone con molta scorza e poco succo” o meglio poco contenuto!!!
Se non vuoi Ammalarti …… Accettati
Il non volersi bene, l’ assenza di auto-stima, porta ad essere troppo rigidi con noi stessi. Essere se stessi è il nucleo di una vita salutare.
Le persone che non si accettano sviluppano solo autocritica, la critica distruttiva, l’ invidia, la gelosia. Accettarsi e accettare le critiche sono la chiave del buon senso e della Salute..
Se non vuoi Ammalarti …… Abbi Fiducia
Chi non ha fiducia, chi non crede, chi non riesce a comunicare all’interno dei rapporti sia personali che affettivi e lavorativi, non riesce neanche a creare un profondo legame, non sa costruire una amicizia vera, un ambiente sano e prospero. Senza fiducia non si crea nessuno tipo di rapporto.
La mancanza di fiducia è la mancanza di fede per stessi, per gli altri e per la vita.
Se non vuoi ammalarti ….. Non vivere da Triste
Il buon umore, una buona risata, il piacere delle cose semplice, l’ allegria, fa recuperare la salute e assicura lunga vita.
Una persona allegra ha il dono di contagiare l’ ambiente dove vive.
L’allegria è il combustibile della salute …….
Quindi: ascoltati, sii fiero di te stesso, parla e ascolta i tuoi sentimenti e le tue emozioni, trova soluzioni , vivi con allegria, vivi con Salute!!!!!
“Se non hai il coraggio di iniziare, di ascoltare qualcosa che i tuoi sentimenti, le tue emozioni, ti dicono ….. sappi che hai già perso senza provarci ….”
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