Tirarsi in dietro in tempo di crisi? No, secondo Paul Jones

Tirarsi indietro in tempi di crisi? No, secondo Paul Jones
(Intervista a Paul Jones. Fonte il Sole 24ORE web. Link)
MAURITIUS - Sull'albero di frangipane gli uccellini crestati bulbul, che a colazione si posano accanto al tuo piatto (tocco esotico a caffè e croissant), osservano il viavai degli operai che attorno alla piscina stanno preparando lo spettacolo della serata. In questo pomeriggio a Mauritius, seduta al bar, con accanto gli scaffali di una biblioteca open air con libri di cucina tradizionale mauriziana e biografie di Steve Jobs, aspetto il signor Paul Jones. Arriva. «Mi scusi, ho poco tempo. Ci sono molti dettagli ancora da definire», mi dice con quel sorriso tipico di ogni esperto hotelier. Di uno dei più abili dell'ultimo secolo, il sudafricano Sol Kerzner, fondatore dei Sun resorts e patron di centinaia di casinò, Jones, che oggi ha 62 anni, è stato braccio destro a lungo. Con lui ha lanciato anche il brand One&Only (sette resort dalle Bahamas a Dubai), e oggi, con 43 anni di hotellerie alle spalle, affronta una nuova impresa. Che si chiama Lux* resorts.
Non si tratta di una novità assoluta, in verità: il resort dove ci incontriamo, sotto la severa montagna della Morne, unico patrimonio Unesco di tutta l'isola, fino a due settimane fa si chiamava Naiade e faceva parte della catena omonima, di cui Jones è diventato Ceo nell'ottobre del 2010. Ma i conti da risanare, uniti alla voglia di dar forma a un'offerta a cinque stelle ispirata a un lusso d'avanguardia, nel giro di due mesi hanno portato Jones e la sua équipe a ripensare nome e concept della catena.
«Il nostro motto è "Lighter, Brighter". E Lux*, appunto, è una parola che significa luce e ricorda qualcosa di immediato, piacevole, fresco», spiega appena prima di ordinare acqua minerale senza ghiaccio. «Noi vogliamo proporre un'ospitalità del genere: originale, light, con poche formalità». Ma sempre di cinque stelle si tratta, questo è chiaro, anche perché qui una notte costa fra i 400 e i 700 euro. Il miglior ambasciatore dell'idea di Jones è il mix di braccialetti che ha al polso: un Love di Cartier (quel must degli anni 70 che si apre con un cacciavitino) e un altro di perle di cocco. La stessa alchimia concettuale (insieme al marchio) sarà assegnata per ora a cinque resort dell'ex Naiade - tre a Mauritius, uno nella vicina Réunion e uno alle Maldive – mentre altri tre avranno un restyling più lieve sotto la dizione "Produced by Lux*".
Mix o alchimia, siamo comunque sempre ai tropici, e sembra difficile che anche l'ospite più annoiato da tutto ciò che è bling bling possa rinunciare alla cara, vecchia formula sun-sea-sand. Che è poi l'essenza di tutto quello che si vede intorno al nostro tavolo. «La cornice resta, ma diventa un teatro. Insomma, cambia il modo di viverla», spiega Jones. Che con il suo staff ha creato una sorta di manuale (disponibile in camera insieme a un quadernetto azzurro dove appuntare le proprie memorie della vacanza) con 50 declinazioni di questo nuovo concetto: vuoi telefonare a casa senza pagare tariffe assurde? Vicino al concierge c'è una cabina telefonica sempre aperta con un telefono vintage di resina nera, dal quale si possono chiamare gratis i numeri fissi di tutto il mondo. Basta con i cibi laccati e senza sapore da buffet debordante e nostalgico d'Occidente? Ecco la nuova cucina macrobiotica della linea "Honestly Healthy", supersalutista (anche se francamente un po' da migliorare per far felice il palato), oppure le vere pizze di Ravello fatte dall'italiano Enzo e i piatti delle varie isole cucinati con verdure ed erbe cresciute nell'orto del resort. Cartoline? Ma non è meglio fare un giro dell'isola con il fotografo che ti insegna a inquadrare il ricordo perfetto e personalizzato della tua vacanza e poi ti porta a fare un picnic sotto un tamarindo (a La Morne c'è il francese Elie Bernager, che ha lavorato per Marie Claire e Cosmopolitan ed è simpatico come Ben Stiller, oltre ad essere praticamente identico a lui)?
L'idea di Jones è ambiziosa, soprattutto perché vuole dare originalità agli atti più banali. Per esempio, lo starsene in spiaggia: invece del lettino+ombrellone si può oziare sotto le LUX* Sombrilla, sorta di cabanas di cotone in grado di proteggere dai raggi Uv, e per rinfrescarsi ci si può far portare un gelato alla frutta dal carretto che gira fra le palme. E nelle Spa Lux* non si trovano i soliti prodotti "organic", ma trattamenti aromaterapici creati da Shirley Page, deliziosa signora britannica che produce oli essenziali di rosa, lavanda e albicocca per riequilibrare le energie in disarmonia. Per i letti, poi, è stato arruolato un ingegnere aeronautico, Johan van Vuuren, che ha creato uno speciale giaciglio con fibre di bambù e gomma vergine (volendo si può anche comprare e farselo spedire a casa come un souvenir) e le amenities, anche queste fatte in casa, sono a base di piante e frutta delle isole, con saponi alla papaya e mango di Mauritius, olio da bagno al lime di Reunion, balsamo al lemongrass maldiviano.
Come tutte le idee ambiziose, anche queste hanno un costo. Ma Jones non ha paura di investire proprio mentre la parola "recessione" echeggia ovunque, soprattutto in quell'Europa dalla quale viene la maggioranza dei clienti. «Secondo me questo è il momento perfetto per nuovi progetti – dice - Se dovessimo tenere la testa sotto la sabbia come gli struzzi saremmo finiti». In effetti all'aeroporto di Plaisance è quasi ultimata la costruzione di un secondo terminal, e le vicine Seychelles stanno pensando di aprire la loro borsa valori l'anno prossimo. Alle Maldive trovare un posto per Natale e Capodanno è un'impresa. Ma se l'ex gruppo Naiade ha deciso di evolversi è anche per far abbassare, nei prossimi due anni, un debito che a novembre si attestava sui 4,8 miliardi di rupie mauriziane (pari a oltre 113 milioni di euro). La strada per il profitto è lunga, e anche il suo maestro Kerzner sta attraversando un momento difficile, tanto che all'inizio di dicembre ha dovuto vendere parte di tre delle sue proprietà per farsi scontare dai creditori di Brookfield Asset Management 175 milioni di dollari del suo debito complessivo. Ma Jones è convinto: Lux* sarà un successo.
Arriva Jeannette, la cameriera, a portare via i bicchieri vuoti. Lui guarda la targhetta con il nome appuntata sulla camicetta e le chiede: «Jeannette, qual è il regalo più grande che tu possa farmi?» E lei risponde, senza indugi: «Il mio sorriso più grande». Ecco, Jones sa come motivarti. Lo confermano molti dei suoi collaboratori, che ne parlano come di una sorta di guru appassionato di yoga e meditazione. Poco importa che il concetto di Lux* sia ancora in progress, da definire, al di là delle "50 ragioni". Non importa che la crisi incomba come un animale selvatico dietro un cespuglio ben curato di ibiscus. Basta crederci, coinvolgere tutti, dal fattorino al massaggiatore allo chef, e dare al cliente qualcosa che sia allo stesso tempo autentico, perfetto e rinnovato. Superando il già appassito concetto di "value for money".
Poche ore più tardi del nostro incontro, quando ci sarà la serata di lancio mondiale del brand, il marchio Lux* sarà proiettato con un faro verde sul massiccio della Morne, si mangeranno curry e pollo tikka masala, pizza e ostriche con tabasco e vodka, un'enorme luna di carta si rifletterà sulla laguna. Tanto da convincerti che contro ogni recessione le buone idee ce la faranno sempre.
www.luxislandresorts.com
16 dicembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
